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“Un urlo di stanchezza.”

26 luglio-24 agosto. Quasi un mese che non scrivo. Penserete che me la sia spassata in vacanza ma … niente di più falso!Ah-ah! Anzi! Ho lavorato tutto il mese e anche doppiamente. Queste mese ho fatto due lavori. Quindi non ho avuto tempo per il relax.

Il mese è quasi finito e anche la doppia vita lavorativa. E grazie al secondo lavoro finalmente riuscirò a comprarmi un telefono come si deve! Con più memoria! Senza spendere cifre assurde. Il mio budget è di 150,00 €. Non molto per la massa comune. Tantissimo per me. Troppo! E con la paga restante, andrò 3 gg al mare a metà settembre. Non vedo l’ora!

Parlando di cose più serie, in questo mese ho vissuto ben due occasioni che mi hanno quasi spinto a scrivere qui. Perchè non l’ho fatto? Stanchezza. Ma credetemi la rabbia mi è rimasta. Come forse avrete capito, io sono una persona che mette al centro della mia vita, la parità fra i sessi. E provo dolore e collera quando vedo, sento e leggo queste ingiustizie. Vi voglio spiegare brevemente cosa mi è successo.

Ero nella saletta delle pause aspettando l’inizio del turno di lavoro. Ero con un mia collega. E si parlava del più del meno. E abbiamo iniziato a parlare di un nostro collega che è veramente irrispettoso nei confronti delle donne. Delle clienti che osserva da depravato. Di come sia disgustoso. Prima o poi verrà denunciato. O da loro o da me! La mia collega condivide il mio pensiero e aggiunge:

Si però alcune donne se la vanno a cercare però.”

Nel momento stesso che ho sentito quelle parole, ho sentito divampare una fiamma di incazzatura che mi saliva dalle unghie dei piedi fino ad arrivare all’ultimo capello della mia capoccia. Se la vanno a cercare? E’ orrendo sentire questa frase dagli uomini ma quando la dicono le donne è ancora peggio! DITEMI VOI QUALE DONNA DESIDERA ESSERE MOLESTATA,AGGREDITA, TOCCATA E STUPRATA?!?!?!?!?! Ma è così complicato non ragionare con il cazzo e mettere in moto il cervello??? Ma l’essere umano ha il potere di ragionare? Perchè io ho davvero seri dubbi!

Le ho risposto seccata che nessuna donna si va a cercare proprio nulla e che chiunque è libero di vestirsi come cazzo le pare senza avere il timore di essere aggredita! Il corpo è mio e rimarrà mio per sempre! Chi sei tu per prendere la mia carne e farne ciò che vuoi!!?? E le molestie verbali sono crudeli quasi quanto lo stupro. Feriscono e ti sotteranno togliendoti la voglia di uscire ed essere una donna libera. Io sbaglierò ma spesso non metto gonne e vestitini proprio per non essere guardata! Più non appaio agli occhi delle persone più mi sento al sicuro. Ma il mio comportamento di certo non è quello giusto. E ci devo lavorare. Ma nessuno deve togliere alle persone la libertà di essere e di esistere. Questa violenza fisica e verbale deve finire. E soprattutto deve cessare di esistere questo pensiero che la donna “a volte se la va a cercare”. Come se la colpa per tutto fosse sempre nostra.

La seconda vicenda che mi ha fatto infuriare riguarda una vicenda che è accaduta a due persone a me care. Due ragazze giovani. Sono andate al mare 4 giorni da sole per la prima volta. Sono due ragazze alte, snelle e belle. Ma a prescindere dall’aspetto esteriore, sono state molestate verbalmente. E purtroppo non succede solo al mare. Succede in pratica tutti i giorni. Tutti giorni c’è sempre qualcuno che dice qualche battutina stupida. E se per molti è normale, per me no!! Questo è togliere la libertà di vivere ad altri esseri umani! Non si può continuare a far finta di nulla. A lasciar correre ed ignorare. Quando mi parlano di questi fatti troppo ripetitivi, ho quasi voglia di comprarmi una bella mazza da baseball e andare a cercare qualche coglione da spaccare! Sì, stasera sono fuori di me. Sono incazzata e stanca. Perchè troppe volte sento, vedo e leggo questi “omicidi dell’anima”. Sono stufa marcia. E stasera volevo usare il mio blog per urlare. Un urlo di stanchezza.

Buona notte, buoni sogni e se riuscite, “buona libertà”.

Sonia

Pubblicato in: sognatrice

“I have a dream…”

Nella mia vita c’è spazio anche per i “fallimenti”. Alla fine il mio blog si chiama “una sognatrice fallita“… Ah-ah!Ah-ah! Ah-ah! E se vogliamo fare i filosofi, oltre ad essere un dolore emotivo assurdo che può essere lieve o dannoso, il fallimento ci dona anche una lezione di vita.

Ho partecipato tempo fa ad un concorso letterario, “Caro Fabrizio, ti racconto di un sogno.” E non ho vinto. E mi è dispiaciuto parecchio perchè ci tenevo molto. E questo mini racconto, mi piace. Mi piace un sacco. Difficilmente io apprezzo ciò che scrivo, lo sapete … Quindi anche questa volta voglio rendervi partecipi del mio “sogno“. Del mio desiderio di essere umano donna libera e rispettata. Leggete e poi se volete, ditemi se per voi è così assurdo desiderare una vita così semplice ma così complicata per il mondo “civile” di oggi. Buona lettura.

Caro Fabrizio, ti racconto di un sogno.

“Stavo passeggiando lungo le vie di Pisa. Ero allegra e spensierata. Ero sveglia da soli 10 minuti eppure ero già in strada, a camminare. A stomaco vuoto. Di solito appena sono in piedi corro a mangiare e invece oggi no!

Stavo bene, senza esigenze particolari o piani sul da farsi. Camminavo e basta. Erano solo le 08:23 di un giovedì  di ottobre. Le persone era sorridenti e silenziose. Parlavano e svolgevano le loro quotidianità senza fretta e senza timore di fare tardi. Io osservavo il tutto e mi piaceva. Loro mi guardavo e mi salutavano cordiali come se fossimo amici da una vita. Io, ricambiavo volentieri queste allegrie. Mi piaceva quell’atmosfera di pace e tranquillità. Ad un certo punto arrivai davanti ad una vetrina. Ben struttura e carina. C’era un grande specchio verticale all’interno. Mi giro e mi specchio. E spalanco gli occhi. Senza accorgermene, stamattina ero uscita con una camicetta trasparente e senza reggiseno. Sono sbiancata e arrossita allo stesso tempo.

“Com’è possibile che nessuno mi abbia fatto battutine stupide, molestie verbali o addirittura mi abbia messo le mani addosso? Nessuno ma proprio nessuno ha dato peso alla cosa. Anzi. Mi guardavano come se fossi vestita normale!”

In quel momento non sapevo se scappare di corsa a casa a nascondermi dalla vergogna oppure continuare a camminare a testa alta per verificare che non avevo sognato nulla. I loro comportamenti erano inusuali. E io non capivo. Decisi di rimanere e di studiare i loro comportamenti. Ripresi a camminare e scrutavo ogni faccia. Ogni comportamento, come se fossi un detective sotto copertura. Era tutto troppo anormale.

Ad un certo punto mi si avvicina un bimbo piccolino. Avrà avuto 3 forse 4 anni. Aveva una palla in mano e mi chiese:

“Ciao.. vuoi giocare con me?”

Io, rimasi stupita e cercai di rispondere ma fui interrotta da una donna. Di sicuro sua madre.

“Buon giorno, signorina. Scusi il disturbo. Stamattina ha deciso di chiedere a tutti di giocare con lui.”

Io le sorrisi e le dissi:

“Ma si figuri… quale disturbo.”

La guardavo dritta negli occhi per vedere se esaminava il mio petto. Per vedere se i suoi occhi esprimevano disprezzo e disgusto come fanno certe donne quando vedono “una donna di strada” oppure una donna troppo scollata o scosciata. Ma il suo sguardo era sereno e a suo agio.

“E’ molto carina. Sai, non capita spesso di incontrare gente cordiale. Aspetti un attimo … ma lei ha …”

Eccola. Mi ha notato. Adesso partono gli insulti e  …

“Ha una macchiolina vicino al colletto. Di sicuro non è nulla. Vado a prenderle un po’ d’acqua e un fazzoletto …”

Come una macchiolina? Ma … ma … Ma non ha notato il mio seno?

La guardo incredula e la fermo.

“No, lasci stare davvero. Faccio un giro veloce e vado casa, ho un po’ di cose da fare. Non si preoccupi, davvero.”

“Davvero? Ok, dai allora le auguro una buona passeggiata. Io devo correre dietro a questo ometto. A rivederla.”

La saluto cordialmente e rimango perplessa.

Continuo il mio giretto per il centro. C’è parecchia gente in giro.

Proprio in quel momento davanti a me arriva un gruppetto di adolescenti con lo zaino. Mi guardano sorridendo.

Eccoli. Ridono con quel sorrisino da neo depravati. Lo sapevo che mi avrebbero notato.

Mentre gli passo accanto, le mie orecchie sentono:

“Oh fra’? Hai visto quella? Hai visto che bella donna?”

“Dove? Dove?”

Si girano tutti e 5 e mi guardano con gli occhi spalancati e la bocca aperta.

“Hai ragione fra’ … è proprio una gnocca. Ha un gran bel viso. Guarda i suoi occhi  e il suo sguardo profondo.”

E? cosa? Ma dicono sul serio? La mia reazione è del tipo:

“Ho visto un fantasma, aiutatemi sto per svenire.”

Io smetto di guardarli e continuo a camminare agitata  per la mia strada. Ovunque io stia andando.

Mi tremano le mani da questa improvvisata senza senso. La mia camminata non sembra più tale ma una corsa!

Almeno da loro mi aspettavo battute su battute di tipo sessuali, invece nulla!

Riprendo a camminare a passo normale. E il mio respiro torna calmo. Mi siedo un attimo su una panchina, in una piazza tranquilla e ventilata. Il sole timido batte sul mio viso. Chiudo per un attimo gli occhi e mi rilasso. Gli apro proprio quando arrivano due signori, uno di origini tunisine e l’altro italiano. Dall’accento sembra calabrese. Entrambi sono sulla cinquantina. Mi hanno visto e mi sorridono con un cenno. Come se mi stessero salutando.

Ecco due soggetti perfetti che mi molesteranno alla grande. La loro attenzione per me dura solo una manciata di secondi. Poi tornano a discutere fra loro. Io aspetto una loro reazione.

Dopo 5 minuti si alza il tunisino e viene verso di me. Devo ammetterti, Fabrizio che ho avuto un po’ di timore. Sai, sono sola e uno sconosciuto mi si avvicina.

“Buon giorno signorina. La posso disturbare due secondi?”
“Buon giorno. Mi dica.”

“Non è che avrebbe da  accendere? Ho dimenticato chissà dove il mio accendino e il mio amico non fuma.”

“Ah, no. Mi spiace, neanche io fumo. Scusi.”

“Peccato, vorrà dire che fumerò più tardi. Scusi ancora per il disturbo.”

Lo guardai dritto negli occhi e credimi mi ha sempre guardato nelle pupille. Non ha mai abbassato lo sguardo. Io sono di nuovo stupita. Non ho parole.

“Hai visto quella ragazza? E’ una gran bella donna. Se fossi più giovane la inviterei per un caffè.”

Sento la sua dolce frase e rimango di nuovo sorpresa. Niente riferimenti alla mia camicetta. Solo osservazioni educate e carine su di me.

Non so cosa pensare. Solo che è una mattinata strana e perfetta. Queste persone di sessi diversi e di generazioni ed etnie diverse, non hanno battuto ciglio sul mio aspetto scoperto. Mi sento bene e al sicuro. Non mi sento in pericolo. Non sto tremando con paranoie che mi impediscono di uscire di casa. Sto bene. E sai cosa ti dico Fabrizio? Io rimango in giro ancora un po’. Anzi vado a fare colazione in qualche bar.

Vengo svegliata da un forte clacson e urla possenti.  E mi pare anche di sentire della pesanti bestemmie.

“Bene, la mattinata inizia bene.”

Mi alzo vado alla finestra e vedo due signori che litigano per un tamponamento. Stress allo stato puro.

Guardo un attimo l’ora e vedo che sono in ritardo assurdo. Mi lavo il viso. Mi vesto velocemente e scendo di fretta le scale. Cammino quasi correndo, per le vie del centro di Pisa. C’è molta gente stamattina e tutti sono di fretta, chi per lavoro chi per la scuola. Mentre percorro la strada, sento di sfuggita:

“Ehi bel culetto? Dove corri? Vuoi rassodartelo? Vieni qui che te lo rassodo io! Ah-ah!Ah-ah!”

Lui e i suoi amici a fianco iniziano a ridere a crepapelle. Idioti.

Indosso dei jeans normalissimi, un maglioncino aderente e una giacca corta che lascia intravedere il sedere.

Lascio perdere e continuo a camminare veloce. Guardo l’orologio. Ho ancora 15 minuti prima di iniziare a lavorare. Ho tempo di bere un caffè veloce con brioche. Entro nel primo bar che trovo e vado al banco. Mi serve un uomo di 40 anni circa.

“Buon giorno.”

“Buon giorno, vorrei un caffè e una brioche vuota, per favore.”

“Certo.”

Il suo sguardo finisce sul mio seno. E ci rimane 4/5 secondi buoni. E’ imbarazzante. Ho il seno piccolo. Ma non è questo il punto. Seno piccolo o seno grosso, lui mi sta guardando lì. E di certo non lo sta nascondendo. Lo fa tranquillamente come se fosse normale.

Mi sorride e mi serve. Mi fa l’occhiolino e mi dice:

“Mi dai il tuo numero? Magari puoi venire a casa mia stasera?”

“Prego?”

“Si dai, hai capito. Ci divertiamo un po’”

“No. Assolutamente no. Ma come si permette?”
Pago la colazione disgustata e lasciata a metà, e me ne vado.

Ho fatto qualcosa di inopportuno? Ho indossato qualcosa di particolare che abbia scatenato qualcosa in quei cosi? Non penso proprio! Nessun abbigliamento di nessun genere scatena molestie o qualcosa di peggio!

Ho voglia di ritornare a dormire. Ho voglia di riprendere a vivere quel sogno e viverlo in eterno. La realtà in cui viviamo è così. Superficiale e senza rispetto. Malata del sesso e del maschilismo. Non esiste rispetto. Mi auguro un giorno di vivere in un pianeta sereno. Con voglia di rispettare e di guardare al di là dell’aspetto fisico.

Spero che lo abbiate letto nella sua semplicità. Concetti semplici con parole semplici. Non vivremmo tutti meglio se la smettissimo di mancare di rispetto? Se iniziassimo ad ammirare cose e persone nella loro bellezza senza danneggiare nessuno? Perchè mettere sempre al primo posto la volgarità, il sesso,il denaro o il potere? E’ così brutto dare importanza alle cose belle e semplici? Cambierà mai questo pensiero così dannoso che ci impedisce di essere sereni? Io voglio vivere serena ma è così difficile perchè mi sento sola in mezzo a tanta ignoranza.

Buona serata, buona notte e buoni sogni.

Sonia

Pubblicato in: sognatrice

“C’è ancora da fare”

Stasera mi sono sgridata. Di nuovo. E sapete perchè? Perchè continuo a prendere tempo e a rimandare i miei sogni. Penso che capiterà a molti di voi, giusto? Adesso sono a casa e mi rattrisco. Mi decido e prendo in mano i miei quaderni tutti iniziati. Rileggo gli inizi delle storie che ho creato e … nulla. Vuoto totale. Stasera non c’è verso di immaginare e vivere la storia che voglia creare. Così prendo in mano il quaderno delle poesie/testi di canzone e le rileggo. E penso:

“Questa potrei pubblicarla nel mio blog.” E’ …bella per me. Forte e sensibile al tempo stesso. Non ho mai pubblicato i miei testi qui. E non so perchè. Forse perchè sono molto autocritica e lunatica nelle mie valutazioni. Se adesso mi piace, fra due secondi la considerò orrenda. E ho anche timore nel farle leggerle ma al tempo stesso voglio mostrarle e voglio pareri sinceri. Quindi adesso farò questo passo e ne pubblicherò una. Spero che vi faccia piacere. Siete liberi di esprimere i vostri pareri. Negativi e non. Sempre con dovuto Rispetto. Non apprezzo cattiverie e volgarità. In cuor mio mi aspetto ancora umanità e civiltà. Buona lettura gente.

TITOLO: “C’è ancora da fare.”

"Chiudo gli occhi abbassando lo sguardo
un altro traguardo è stato uno sbaglio.
Una sentenza fallita
di una vittima senza più una vita.
"Era una facile, aveva bevuto
ha aperto le gambe e ha pure goduto."

Cammini per strada con le lacrime agli occhi.
Sei stanca di parlare con chi
ti ascolta solo con gli occhi.
Vedono solo una ragazza pentita
che grida allo stupro,
non vedono le urla
di una vocina nel buio,
tenta di far rumore
e perquotere il pensiero comune
che l'unica imputata
è la vittima indicata ...

Rit.
Respira con me,
credi in te.
Una vita ce l'hai ancora.
Una luce c'è in te.
Una piccola sognatrice, è in te.
Asciugati le lacrime,
libera la mente
e respira con me.


I social possono essere crudeli,
le menti degli haters
possono sempre sparire,
basta un click e tutto può finire
ma il paese continua ad infierire.
"Sono dei bravi ragazzi, è stata solo una ragazzata".
Uno stupro non è mai una cazzata.
Una donna non subisce compiaciuta
ad una violenza di gruppo
per poi ripensarci e gridare:
"Sono stata stuprata."
I segni sulle braccia fanno ancora male.
I vuoti nell'anima iniziano a volteggiare
senza mai frenare
la voglia di urlare e spaccare:
"Credetemi, non me la sono andata a cercare!"

Rit. x 2 volte

Più la rileggo e più la sento imperfetta ma la adoro. Di sicuro con una melodia ci sarà qualcosa da migliorare e correggere. Questo testo è un piccolo passo e ultimamente sono veramente stufa di farne sempre così piccoli. Vado al lavoro e penso: “Io me ne devo andare!” “Non sono felice. Che ci faccio ancora qui?”

Ma è dura quando non sai quale strada prendere. Soprattutto a 34 anni. So solo che devo creare ma quando riuscirò a mantenermi con questo?

Buona serata, buona notte e buoni sogni.

Sonia

Pubblicato in: sognatrice

“Alla ricerca della felicità”

A volte si ha bisogno di pensare alle cose belle. Accantonare per un attimo i problemi, i malesseri, i pensieri negativi e visualizzare ciò che ci fa sorridere. Focalizzarsi lì e respirare sereni. Come stasera, per me. Giugno/luglio sono stati e sono tutt’ora, mesi … stressanti e ansiosi ma ho deciso di ammirare e distrarmi per un breve momento, il talento di una persona. Parlandone proprio qui.

Questa ragazza di soli 27 anni di nome Miriam ha un talento nel disegno e nel creare cucendo centri tavola o pupazzetti. Come questi:

Non sono veramente eccezionali e graziosi?!!? Ideati da lei. Sì, ha girato per internet per farsi delle idee ma poi ha fatto di testa sua. E il risultato finale è … Uao!!! Ammiro il suo talento. E ne sono felice, veramente felice. E’ così bello vedere persone con delle passioni e delle capacità uniche e naturali. Questo mi permette di credere nella felicità. Di credere che in questa vita pesante e parecchio sofferente, esistono delle isole felici per ognuno di noi. E mi rende triste quando invece vedo che non hanno interessi, che passano le loro giornate a fare … nulla. E ancora più drammatico quando chiedi a loro: “Cosa ti rende felice? Qual’è il tuo sogno da raggiungere?” E loro non ti sanno rispondere. “Boh. Nulla.” Che amarezza…

Invece lei donnina forte, lavoratrice full-time e presto mammina, lei crea. Lei sorride e si impegna. Lei sogna. Lei vive. Lei suda per fare ciò che le dà soddisfazioni. Lei non ha un’anima morta perchè usa il suo tempo per fare ciò che Ama. Lei è una donnina da ammirare e da seguire. Lei è mia sorella. E io posso solo esserne orgogliosa. E quindi ho desiderato e voluto farle un po’ di pubblicità qui, sul mio neonato e pigro blog. Sperando di darle una mano per avere dei nuovi clienti. (Anche se lei non sa nulla).

Buona serata, buona notte e buoni sogni!

Sonia

Pubblicato in: sognatrice

“Aprite gli occhi e vivete!”

Oggi, un giorno come un altro. Vissuto fra lavoro, impegni, svaghi e … caldo afoso. Tanta afa. Le giornate sono così negli ultimi giorni. E vi posso dire che finalmente l’estate (anche se non tecnicamente) è arrivata. Non so dalle vostre parti, qui da me anche se fa caldo, tira sempre un lieve venticello. Di sera poi, è una prelibatezza. Appunto parliamo delle sere.

Con l’arrivo dell’estate noi tutti ci svegliamo. Usciamo dal letargo ed iniziamo a “vivere”. Ci godiamo il più possibile le giornate e le serate. Io con la bella stagione, Amo uscire di sera. E non sto parlando solamente di partecipare ad eventi estivi e musicali all’aperto che ci sono in giro, mi riferisco anche solamente uscire a piedi e passeggiare per il tutto paese. Se aprite bene gli occhi vedrete la bellezza di ciò che vi circonda. Vedrete quel paesino che avete visto di sfuggita durante l’inverno. Ammirerete e vi farete abbagliare dal silenzio e dalla pace che le sere vi offriranno. Sere serene, ventilate, piacevoli… umane. Sì, umane. Vedrete esseri umani che escono a piedi e si godono la compagnia di qualcuno. Niente telefoni (o quasi). Niente distrazioni. Solo chiacchiere e compagnia. E poi perchè no, vi coccolerete con qualcosa da bere, acqua, succo o birretta. Magari qualcuno di voi mangerà un panino o una pizza seduto su una panchina di un bellissimo parchetto. Piacevole vero? Qui da me ci sono almeno 3 parchetti, forse di più a pensarci bene. Anche se non avrete la vista mare o lago, apprezzerete un po’ di sano relax. E le risate, le chiacchiere o addirittura il silenzio di chi vuole uscire da solo, non mancheranno e amerete questi bellissimi momenti. Attimi che a pensarci bene si possono vivere anche con il freddo. Forse con una buonissima e calda cioccolata d’asporto fra le mani. Bizzarro? Esagerato? No, è da fare. Io l’ho fatto più di una volta. Sei lì in compagnia che congeli, chiacchierando felicemente con i tuoi amici, tenendo in mano qualcosa di caldo. Da fare, credetemi.

La sera come la notte mi mette pace ed energia allo stesso tempo. Mi sento più Viva. Non so spiegarmi. E non mi riferisco solo all’estate. Ma sempre. Certo l’estate ti invoglia a non stare chiuso in casa ma uscire! Ma si dovrebbe farlo più spesso a qualsiasi temperatura. Anche se … è bello stare a casa al caldo con il freddo, vero? Sì.

Stasera volevo solo condividere con voi l’apertura mentale nel vedere le cose. Perchè le cose non si guardano solo con gli occhi ma utilizzando tutti i sensi. La bellezza di qualcosa o di qualcuno la si vede con tutti i sensi. Quindi non state lì a leggere questo testo breve e pigro! Uscite e vivete!

Buona serata, buona passeggiata e buona vita!

…Buoni sogni per dopo!
Sonia

Pubblicato in: sognatrice

“Strawoman Milano 2019”

Ieri 2 giugno 2019, ho partecipato allo Strawoman a Milano. Anche se…sabato sera ero nella mia solita fase “da pigrona maledetta”. Per tutta la settimana non ho dormito molto. E sabato mi sono svegliata alle 04:40 per andare al lavoro. Quindi provate ad immaginarvi in che stato ero sabato sera? Pensavo all’indomani, alla sveglia delle 07:00, allo “sbattimento” di prendere il treno e andare a Milano, a camminare con passo sostenuto per 5 km, da sola perchè la mia amica stava malissimo e quindi non sarebbe venuta … Quali possibilità avevo di svegliarmi domenica mattina e fare tutto ciò?

Domenica 02 giugno. Suona la sveglia delle 07:00. Ho aperto gli occhi e … mi sono alzata. Mi sono detta: “Ci devo andare perchè se poi non ci vado DI SICURO me ne pento.” Vedo mia madre che si alza anche lei e porta fuori la nostra cagnolina. Una volta salita le dico: “Mamma vieni tu con me? Tanto ho il buono ritiro della mia amica!” Dopo diverse insistenze, decide di accettare!

Così, cariche di colazione e di energia, siamo andate in stazione e siamo partite, destinazione Strawoman Milano!!!

Siamo arrivate, abbiamo ritirato le nostre kit bag e abbiamo aspettato un’oretta per la partenza. C’era un fiume di gente. Donne, uomini, bambini e cani. Tutti rosa.

L’inizio è stato un po’ …spento. Mi aspettavo dei coriandoli sparati al countdown ma nulla… e poi dopo soli 2 minuti ci siamo dovuti fermare perchè si doveva passare fra un cancello misero rispetto alle persone!Ah-ah!Ah-ah!Ah-ah! Ma a parte questo la giornata era stupenda, sole e aria fresca. Le persone erano allegre e solari. Sono stati 5 km perfetti, anche se avrei preferito sapere man mano quanti km stavamo facendo, con dei cartelli o robe del genere. Ma in ogni caso siamo state bene e i km sono volati. Io e mia madre abbiamo fatto 5 km in un’ora. Non so se sia troppo o giusto ma vi dico che eravamo fuori allenamento entrambe. Lei è da un anno che non cammina (l’anno scorso faceva da lunedì al venerdì, 12 km o più al giorno!) io … da una vita!!Sono sedentaria..ah-ah!Ah-ah! Infatti ho un fisico magro ma per nulla tonico…un po’ “flaccido”…Ah-ah!Ah-ah!

Nel camminare ho scattato delle foto pessime ( visto che non sono una professionista). Ve le voglio far vedere comunque.

Dopo la camminata abbiamo ritirato i nostri bicchieri d’acqua, i nostri grissini, le brioches, LE MEDAGLIE (HI-HI!) e siamo andate a sederci sull’erba, all’ombra. Dopo un meritato riposo, un caffè e una crema al caffè presi ad un chiosco/bar lì vicino, ci siamo dirette alla stazione Milano Cadorna. Alle 12:08 eravamo sul treno. Non ci siamo fermate per il dopo corsa con musica, premiazione e animazione. Eravamo stanche e con la voglia di lavarci e dormire! Cioè io volevo dormire!

Una volta a casa vi posso dire che sono stata contenta che ho “sfanculato” la mia pigrizia. Per una volta non le ho dato retta e mi sono goduta una bella mattinata, con mia madre. E facendomi un piccolo esame di coscienza, negli ultimi anni sto passando poco tempo con lei quindi sono davvero felice di averlo fatto. E penso che anche a lei sia piaciuto e sapete perchè? Perchè mi ha detto:

Andiamo a camminare tutti i giorni al laghetto?In base ai tuoi turni logicamente.

E io nella mia mente pensavo alla Homer Simpson:

Noh!

Scherzo…ah-ah!Ah-ah! VOLENTIERI MAMMA.

Buona serata, buona notte e buoni sogni

Sonia

Pubblicato in: sognatrice

“Un articolo che va ascoltato…”

Due mesi fa sono stata contattata da un blog femminista. Mi hanno chiesto di scrivere un articolo sull’argomento. Io entusiasta accettai subito. Lo scrissi e lo inviai quasi subito. Da allora vivo nell’attesa di una loro risposta. Posso solo immaginare che non sia piaciuto oppure che non l’hanno ancora letto o magari hanno un sacco di lavoro sulle spalle. Non lo so. So solo che il mio articolo bello o brutto che sia non merita di rimanere in qualche cartella che nessuno leggerà mai. Quindi ho deciso, visto che è mio, di pubblicarlo qui, nel mio blog. Buona lettura ragazze/i.

E’ una mattinata di primavera. Calda ma non abbastanza. Sono in ritardo. Ancora una volta. Come sempre. Entro nella Sala consiliare del municipio. C’è un tizio che ha appena finito di parlare. Tutti applaudono compiaciuti e contenti. Lo osservo e noto la sua t-shirt.

“Famiglia= mamma e papà”.

Guardo con orrore lui e tutti quelli che lo acclamano.

Resto impietrita davanti a questa scena per 5 secondi. Mi ricompongo e salgo sul palco. Ora tocca me.

“Buon giorno a tutti. Mi chiamo Sonia e sono Femminista.”

Nella sala cala il gelo. Vedo reazioni diverse di diverse persone con diverse età.

In prima fila ho una donna e un uomo. Vestiti bene. Sulla sessantina. Mi guardano con faccia scura e scocciata. Avranno pensato:

“Eccone un’altra che rompe le palle.”

Aspettano che parlo dicendo “stronzate”. Penso che siano di quella generazione con la mentalità chiusa che non ne vuole sapere di ascoltare e ragionare. Di quella generazione che dice: “Uomo al lavoro, Donna a casa”.

Poi vedo un ragazza giovane di circa 30 anni. Vestita alla moda. Fashion. Truccata e ben pettinata.  Mi guarda curiosa. Come se stessi facendo una mega figuraccia. Pronta a ridere per le mie assurdità. Sembra la tipica ragazza che a scuola faceva la bulletta. Il tipo che dice: “So tutto io. Io sono il meglio e tu sei solo una feccia grassona.”

Osservo dietro una famiglia. Moglie e marito di circa 40 anni con un paio di figli piccoli. Due maschietti. Mi danno l’impressione di essere delle persone con mentalità aperta. Che si aiuta e condivide sforzi, fatiche e gioie. Sembrano incuriositi e tranquilli.

Poi noto un gruppo di donne. Amiche. Fra i 40 e i 60 anni. Anche loro mi guardano irritate. Con diversi occhi al cielo. Parlano fra loro, infastidite per quello che ho appena  detto.

Gli uomini a fianco a loro. Un gruppo di amici o parenti che siano, condividono le loro lamentele. E si mettono a fare gruppo contro di me. Sento delle offese a “bassa voce” rivolte a me.

In linea generale la percentuale di apprezzamento verso me è molto bassa. Direi al 20 %. A questo punto mi viene da chiedere a loro, ma sapete cosa significa il termine  “Femminista”?

L’incontro settimanale che si svolge nel mio paese serve per proporre idee per sconfiggere lo stress delle singole persone e delle intere famiglie. Ho deciso di non introdurre più le mie idee per migliorare il benessere dei cittadini. No. Mi viene da chiedere se sono al corrente del significato del Femminismo.

“Vorrei rivolgervi delle domande prima di mostrarvi le mie soluzioni. Cosa sapete del femminismo? Cos’è il femminismo?”

Silenzio assoluto. Non perché non sanno rispondere. Penso perché non vogliono rispondere. Dalle loro facce capisco perfettamente che gli sto davvero disturbando.

Alza la mano una giovane ragazza di 20 anni forse. Ingenuamente e timidamente dice:

“Che odiate gli uomini e volete sottometterli?”

E io spalanco gli occhi e rispondo sorridendo:

“No nel modo più assoluto. Il vero femminismo lotta per la parità dei diritti. La donna lotta per essere “Valutata” alla pari dell’uomo. Lotta per essere rispettata e vista come essere umano. Proprio come viene visto l’uomo. Abbiamo tutti delle capacità straordinarie. Dei sentimenti da mostrare e provare. Abbiamo tutti la forza di affrontare qualsiasi cosa. Esperienze di viaggio o lavoro. Lottiamo per avere la stessa paga oraria degli uomini. Al giorno d’oggi siamo pagate il 17.9% in meno degli uomini. E’ scandaloso. Ma la cosa che mi fa stare davvero male è che siamo viste solo per il nostro aspetto esteriore. Le nostre intelligenze passano neanche al secondo piano, ma in fondo alla classifica. La società è cambiata rispetto a 60 anni. E’ vero. E’ migliorata ma credetemi c’è davvero ancora molto da fare. E non sono le statistiche a dirmelo ma è la vita che me lo dimostra. Ogni giorno. Uscendo di casa per una passeggiata o al lavoro. Io mi sento guardata solo per il mio aspetto esteriore. Qualsiasi cosa indosserai, verrai “molestata” e non ti sentirai libera di essere. Perché? Perché sei donna. Perché te le vai a cercare. Perché tu donna in fondo lo desideri, fai la preziosa ma lo vuoi. Dici no ma è come se dicessi sì. Perché io sono un uomo e sono così. Un animale affamato che ha diritto di prendere la sua preda perché lo ha deciso. Questi sono esempi quotidiani che escono dalla nostre pagine di cronaca. Pagine che noi viviamo sulla nostra pelle tutti giorni. Tutte noi abbiamo vissuto in prima persona delle molestie verbali o fisiche. E non sono delle mie paranoie. E’ così! Questi comportamenti non sono giustificabili. E provo disgusto quando uomini ma anche donne mi dicono: “Cosa ci vuoi fare? Sono uomini. Fa parte del loro DNA.” Cosa?? Essere irrispettosi verso un essere umano che tu o la massa considera inferiore è un dato di fatto che io devo accettare? “

Tutti mi guardano con perplessità e noto che ho attirato le loro attenzioni. Ma non penso di piacere.

“Quello che sto cercando di dire che il Femminismo, quello vero non quello che molti pensano, desidera solo ottenere Rispetto fra i sessi. Siamo esseri umani. Tutti. Siamo delle creature fantastiche e alla fine io mi vedo uguale all’uomo. Quello che può fare l’uomo lo può fare anche la donna. Perché è così difficile vederla così? Se ci vedessimo così credetemi, il mondo sarebbe più sereno e più collaborativo. Ci sarebbe un clima più piacevole, le cose andrebbero meglio. Al lavoro e a casa. Ci sarebbero meno violenze e meno omicidi. Nessuno ha diritto di dire ad una donna come vestire, come vivere, con chi stare e chi vedere. Solo perché siete una coppia non significa che la donna deve annullarsi per l’uomo. Potrei parlare ore e ore di femminismo. E forse molti vivono nell’ignoranza del suo significato perché forse il termine in sé inganna ma invece di bloccarvi e dare subito pregiudizi, chiedete e informatevi. E ascoltate. Questa visione non è fantascienza o scemenza. E’ una realtà bellissima che elimina questi ruoli che esistono da fin troppo tempo. Nessuno sminuisce nessuno. Voglio solo che capiate che tutti siamo importanti e tutti possiamo fare tutto. Grazie dell’attenzione e buona giornata.”

Scendo dal palco senza guardare le loro reazioni. Durante il mio discorso ho sentito e ho avuto la sensazione di non essere “ascoltata” e apprezzata. Per molti di loro ho solo detto baggianate. Ne sono sicura. Almeno ci ho provato. E continuerò a farlo.  A battermi nel mio piccolo e ad aprire la mente a tutti, uomini e donne. Anche senza fare manifestazioni o dibattiti. Ma anche solamente parlando con amici e conoscenze. Scrivendo sul mio blog o testi di poesie. Io farò questo è certo.

Questa piccola storia è di mia invenzione. Non è mai successo nulla di tutto ciò. Ho solo provato ad immaginare cosa potrebbe succedere se spiegassi il Femminismo. Penso purtroppo, che ancora oggi molti non lo capirebbero. Abbiamo fatto dei passi avanti davvero. Associazioni. Gruppi di FB. Corse benefiche. Ecc… ma le persone, o meglio molte di loro, non lo accettano. Non accetta questo bellissimo fenomeno del Femminismo. Il fenomeno del benessere. Il fenomeno della parità fra i sessi.

Buona notte e buoni sogni.

Sonia

Pubblicato in: Tre caffè al giorno

“La Volta di Marina bakery”

Siccome oggi ero di primo turno e finivo molto presto ( dalla 06:00 alle 09:00!), ho deciso di prendere il mio quaderno, la mia penna e la mia fame e andare a far visita ad una caffetteria/pasticceria che avevo adocchiato tempo fa.

Sono stata subito accolta con cortesia e sorriso. Ho scelto di fare colazione con un caffè macchiato e una brioche con marmellatta di arancia. Ero un po’ intimorita dalla scelta perchè l’avevo già mangiata in altri posti e non mi aveva fatto impazzire. Ma ho voluto tentare di nuovo.

Prima impressione? Ottima. Ho amato vedere la brioche all’interno di quel piattino. Molto carino e particolare. L’aspetto era davvero invitante. Il caffè buono e servito veloce. La brioche? Me ne sono innamorata… davvero buona!

Dopo essermi gustata il tutto con pace e tranquillità, ho buttato giù delle idee per un progetto che avevo accantonato mesi fa. Nel frattempo andavano e venivano i clienti abituali e fedeli. Appena c’è stato un attimo di serenità, ho colto l’occasione e ho scambiato due parole piacevoli con la proprietaria, Marina.

Mi sono presentata e le ho chiesto se potevo scrivere di lei e della sua Bakery nel mio blog. La sua reazione è stata emozionante! Era entusiasta. Mi ha raccontato un sacco di cose. Ha alle spalle anni e anni di esperienza lavorando con dei grandi pasticceri, tipo il signor Pontiggia. Ci ha messo sempre anima, corpo e amore, tanto amore.

Questo piccolo paradiso lo ha aperto il 2 gennaio 2017. Da sola. Lei lavora completamente da sola per 15 ore al giorno, tenendo sempre aperto a qualsiasi festività. Un duro lavoro ma che porta un sacco di soddisfazioni. Se non si Ama ciò che si fa, è inutile iniziare qualsiasi attività. Di sicuro non è il suo caso.

In questo piccolo luogo piacevole c’è tanto Amore e passione. E lo si vede, lo si nota davvero. Amo, Amo e Amo! Tutto! E la cosa che adoro ancora di più, è che stato fatto tutto come lei desiderava. Ideato e creato da lei. Sedie, tavoli, banconi per i dolci, salato e pane (e specifico una cosa, il pane è cotto al forno senza strutto) ecc…tutto di sua invenzione!

Quando entro nelle varie caffetterie/pasticcerie a me piace un sacco osservare i piccoli dettagli e qui c’è ne un sacco!

E adesso queste due meraviglie le devo chiamare con il loro nome, Opere d’arte fatte da lei! Ha davvero passione e costanza. Mi ha fatto vedere dal suo telefono tutto ciò che le sue dolci mani creano, e ragazze/i fidati di lavori ne ha fatti un sacco. In base alla festività crea le decorazione per il suo Bakery.

A parte la bellezza del locale e la bontà dei prodotti, Marina ha proprio fatto centro. Ha creato un luogo dove potersi sentire sereni, in pace e tranquilli. E anche coccolati dalle prelibatezze che crea.

Volevo anche parlarvi di un’ultima cosa curiosa, lei propone come caffè alternativo il Tiger Spice Chai. Lo so, vi starete chiedendo cosa sia. Io l’ho provato alla cieca. Mi aveva solo accennato che era un boom di spezie con tè nero di altà qualità. Ammetto che non lo berrò una seconda volta. Più che altro perche ha una piccola dose di cannella che io odio e che si sente in modo particolare. Poi ci sono i chiodi di garofano e cardamomo. E’ un prodotto che qui dalle nostri parti non si trova, come infatti mi ha confermato lei. E lei tenendoci, si deve rifornire a Milano. E’ un gesto coraggioso proporre un prodotto nuovo anche in un paesino piccolo come Birone ma non per questo è sbagliato o eccessivo. Anzi, l’ammiro proprio!

Se vi ho messo voglia di provare queste bontà e di rifugiarvi nel relax, correte a La volta di Marina Bakery, in Via S. Filippo Neri 16, Birone di Giussano MB.

Io mi sono trovata benissimo e ho passato un’ora davvero deliziosa, di sicuro ci ritornerò! Anche perchè devo assolutamente provare la cheesecake cotta che io Amo follemente!Slurp!

Buona serata, buona notte e buoni sogni!

Sonia

Pubblicato in: Tre caffè al giorno

“Crème CafeTheria”

Un mesetto fa una domenica pomeriggio, io e il mio amico siamo andati al lago di Montorfano (Co). Dopo una mezz’oretta di viaggio, siamo arrivati e abbiamo parcheggiato nei pressi della chiesa. Io avevo necessità assurda di un caffè. Stavamo passeggiando alla ricerca di un bar e ad un certo punto abbiamo notato delle persone entrare in un locale. Era la “Crème CafeTheria”. Sbadatamente non ci avevo fatto caso, così siamo entrati. Mi sono subito innamorata del posto. Era affascinante. Come sottofondo c’era della musica blues che creava un’atmosfera di calma. Si sposava perfettamente con l’ambiente.

Ieri nel primo pomeriggio, ci sono ritornata da sola. Dovevo godermelo meglio e in solitudine. Sono entrata ed era tranquillo.

Avete notato l’arredamento? E’ bellissimo e particolare. Ha dei tavolini anche fuori ma ho preferito godermi l’interno. Era più intimo. E io amo i locali intimi.

Sono stata accolta con sorriso e cordialità, come la prima volta. E ho ordinato un caffè lungo e un muffin con mandorle e carote. Buoni. E sono stata servita così:

Il servizio è stato elegante e veloce. E avete visto che anche qui servono il caffè con l’acqua???Adoro! Finalmente! Qui il prezzo del caffè servito al tavolo è leggermente superiore rispetto alla media, 1,40 € ma non è stato un problema. A volte bisogna premiarci con ciò che ci piace e che ci fa stare bene. Quindi li ho spesi volentieri!

Una cosa che mi è mancata moltissimo è stata la musica sottofondo però sono stata benissimo e rilassata in ogni caso. Un’oretta piacevole.

Ho chiesto il permesso delle foto e dell’articolo al ragazzo che mi serviva e ho potuto mostrare orgagliosa il mio nuovo biglietto da visita!

Questa fantastica CafeTheria la trovate a Montorfano (Co) in Via Cantù n. 02. E dopo una pausa dolce, vi consiglio vivamente di farvi una bella passeggiata intorno al piccolo e grazioso lago di Montorfano che dista 5/10 minuti dal bar.

Buona serata, buona notte e buoni sogni!

Sonia


Pubblicato in: sognatrice

“Una vita senza barca”

Venerdì 5 Aprile è iniziata la mostra del concorso fotografico “Segni del tempo”. Ricordate? Ho partecipato pure io. E non ho vinto. La foto ora ve la posso mostrare. S’intitola “Una vita senza barca”. Io l’Amo.

Qui forse non si vede ma dal vivo è davvero pessima. Se vi ricordate bene nel mio precedente articolo, avevo scritto che l’avevo scattata con il mio cellulare dell’800. Per poterla esporre alla mostra, il concorso ha chiesto di stamparla 35×40 cm. E la mia foto ha perso tutto il suo fascino. Dovevate vedere la mia faccia quando l’ho vista. Ci sono rimasta malissimo. Lì ho capito che non avrei vinto.

Quando l’ho scattata ero affascinata ed eccitata per quanto fosse bella. Sentivo davvero, che avevo alte probabilità di vincere in qualche categoria.

Le fotografie degli altri partecipanti erano stupende. Fatte da appassionati e da professionisti. Io mi sono sentita una nullità a confronto. Però posso dirvi che è stato bello ed emozionante sognare di potercela fare. E la foto … lo la foto la Amo in ogni caso. Sul mio telefono appare così e per me è perfetta.

Una vita senza barca.

Questo è il mio ennesimo fallimento. E’ stato sofferente a livello emotivo ed artistico ma è un’altra storia da accantonare e utilizzare come lezione. Io fallisco e cerco di imparare dagli errori. Io non so fotografare e non è il mio campo. Però non è detto che non posso continuare a farlo e migliorare. Posso aggiungerlo in fila agli altri miei infiniti sogni da raggiungere!Ah-ah!Ah-ah!

Buona serata, buona notte e buoni sogni.

Sonia