“La vita con uno stalker.”

Tutte le mattine esco di casa alle 05:30. Porto mia sorella al lavoro. E tutte le mattine appena apro il portone della palazzina, mi guardo a destra e a sinistra. Mi accerto che lui non sia lì, da qualche parte nascosto.

Tutte le mattine rientro alle 06:00 del mattino. E tutte le mattine aspetto che il cancello si apra. Nell’attesa, mi guardo a destra e a sinistra. Mi assicuro che lui non sia lì o che arrivi in camion.

Tutti i giorni prima di uscire per andare al lavoro, mi guardo attorno. Verifico che ci sia oppure no.

Tutti i giorni al lavoro, ci vado con l’ansia di poterlo incontrare e vedere.

Tutti i giorni lavoro con il timore che possa vederlo e incontrare il suo sguardo. Lavoro in un centro commerciale. A nessuno è vietato entrare. Lui è libero di circolare come vuole.

Nei giorni in cui è lì sul posto di lavoro, mi muovo con cautela. Studio il luogo e i suoi spostamenti, con la coda dell’occhio. Lui non passeggia e va via. No, lui rimane e fa finta di fare compere. Finge di essere interessato a qualsiasi cosa. Finchè lui non riesce ad incrociare il mio sguardo. Allora è fatta! Può fulminarmi con odio e disprezzo e … andare via. La vittoria quotidiana è arrivata.

Domani è un altro giorno. Domani è un nuovo tentativo per controllarmi. Domani è un’altra ansia per me.

Ogni volta che esco di casa, che vado in giro in qualsiasi luogo del mio paese, io mi guardo attorno. Mi giro di continuo dietro, con la paura che mi possa seguire. Oramai sono 4 anni che vivo con l’insicurezza. Con l’illibertà. E mi sta stretta questa nuova condizione di vita.

E pensare che l’ho amato. Per tutta la vita. Gli ho dato tutta me stessa. Sogni. Soldi. Tempo libero. Quotidianità. Fiducia. Amore. Tutto. Ho rinunciato a tutto per lui. Per sostenerlo e aiutarlo nella difficoltà della vita. Chi mai avrebbe pensato che sarebbe finita così. Chi mai avrebbe pensato di arrivare ad avere timore di lui. Chi mai avrebbe pensato che lui mi avrebbe tolto la libertà di vivere e di muovermi.

La sua mente è andata. Ha perso la ragione. Ma chissà se invece sia sempre stato così e che abbia soffocato la sua natura maschilista ed egoista. Mah… non lo saprò mai.

Io ti amerò sempre papà. Ma non posso nascondere che così mi fai veramente paura.

Molti mi diranno denuncialo! Ma davvero non voglio per mille ragioni. E la ragione principale che devo proteggere mia mamma. Se lo denuncio, lui moltiplica la sua rabbia e il suo disprezzo nei miei confronti ma sopratutto nei confronti di mia mamma.

Ho preferito scegliere la strada della speranza e della fede. Prego che tutto questo possa finire senza una tragedia. Perchè non voglio credere che tutte queste situazioni debbano per forza finire male. Voglio credere che tutto possa svanire con tranquillità.

La speranza è l’ultima a morire.

Autore:

Persona complicata e ottimista. In cerca continua del proprio talento. Sognatrice fino alla morte. Testarda e indipendente. Odio con tutto me stessa i maschilisti. Parità dei diritti. Siamo tutti essere umani!

3 pensieri riguardo ““La vita con uno stalker.”

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